Il corso

Il punto su una razza tutta Italiana che sta ancora vivendo contraddizioni e difficoltà a dispetto della sua grande popolarità in ambito cinofilo

Oggi il cane corso interessa a molti in quanto è un molossoide di media-grande mole, privo di eccessi morfologici, dal carattere duttile ed equilibrato, ma risoluto e con ottima aspettativa di vita. Per tutte queste ragioni ha risvegliato gli “appetiti” di molti – forse di troppi – allevatori ed estimatori, a volte “esperti improvvisati” che si sono sentiti in diritto di pontificare sulle caratteristiche morfologiche del “vero cane Corso” ricercando le proprie verità magari nei ricordi onirici dei nonni. E dispiace – a noi che ci affanniamo da anni intorno a questa razza – leggere autentiche sciocchezze – se non vere falsità – sulla genesi e sulla morfologia di questo cane tutto italiano. E’ chiaro che l’intento di alcuni gruppi, raccoltisi ultimamente sotto nuove bandiere, è quello di accaparrarsi la tutela formale della razza, ma il collante che li lega non è dei migliori. Qualche volta si arriva a pensare che ciò che li unisce sia il fatto di non aver ricevuto incarichi direttivi o di averli perduti – all’interno della S.A.C.C., che sola per vent’anni, ha conseguito il più prestigioso dei risultati: quello di conferire al cane Corso la dignità di pura razza. Per saperne di più ecco seguito il documento completo inviato alla commissione tecnica centrale dell’ENCI relativo alla storia della razza.

Le vicessitudini di una razza italiana

Durante questo primo scorcio di millennio si sono affacciati sulla stampa periodica specializzata alcuni nuovi “guru” della razza che hanno subissato i lettori con una valanga di considerazioni e tematiche non sempre fondate. Da una rivista apprendiamo, tanto per fare un esempio, che c’è chi sopprime i cuccioli nati prognati, chi sceglie il “morso” a una settimana di vita, facendo alzare la cagna che allatta e identifica il cucciolo più forte con quello che si stacca dalla mammella per ultimo (dimenticando che molto spesso “il più forte” non è attaccato perché ha già mangiato prima dei suoi fratelli… ) Da un altro giornale apprendiamo ancora da un autoproclamatosi docente universitario quali sono i cani da utilizzare in riproduzione in quanto “esenti da displasia”. Ricordiamo a queste persone che è una leggerezza affermare, senza riscontri di sorta, quali siano i soggetti “di punta” da utilizzare in riproduzione, e che in materia esiste già una centrale di lettura della displasia dell’anca in ambito veterinario, alla quale tutti noi allevatori dovremo far riferimento, diretta dal dottor Cesare Pareschi, medico veterinario che da anni si occupa di queste problematiche.

Inoltre presentare le foto di cani che non hanno mai partecipato a una esposizione non ci sembra corretto nell’ottica di un miglioramento costante e privilegiato della razza. proprio in quest’ottica pubblichiamo in un box a parte l’elenco dei Cani Corsi che negli anni 1998 e 1999 hanno conseguito titoli ufficiali. Riteniamo, infatti, che le esposizioni di bellezza – così come le prove di lavoro e i brevetti – abbiano una loro valenza e come tali vadano rispettate. ai titoli conseguiti in esposizione andrebbero affiancati criteri selettivi accertanti la salute dei soggetti presi in esame. In assenza di questi criteri di base è facile capire come ognuno possa asserire che “il vero cane Corso” è quello che passeggia nel giardino di casa propria… Ed è anche per questa ragione che abbiamo pensato di pubblicare solo e soltanto le foto dei cani che hanno conseguito un titolo ufficiale ENCI. Lo standard di razza è rimane l’unico documento ufficiale – peraltro redatto in modo egregio e completo – per fornire all’allevatore e all’appassionato tutti i rilievi cinometrici relativi alla razza. ed è importante, a questo proposito, rilevare come non sia così facile produrre soggetti “in tipo” le cui caratteristiche morfologiche possano sovrapporsi a quelle enunciate dallo standard, ma se è per questo nessuno di noi ha mai pensato di modificare lo standard stesso per facilitarsi il lavoro. rimane valido – e ogni cinofilo lo sa bene – l’assioma per cui ogni spostamento dallo standard debba considerarsi un difetto. per questa ragione ci sembra inutile rimarcare come non abbiano alcun valore opinioni personali o testimonianze che esprimano diversità rispetto all’enunciato ufficiale. Questo non significa che da parte nostra, in maniera pregiudizievole, ci sia una chiusura totale al dialogo. Ma è pur vero che tutti coloro che hanno impegnato tempo, fatica e denaro nella selezione di questa grande razza no riescono facilmente a dar credito a chi non offra credenziale e riscontri al proprio parere e operato. In sostanza vorremmo ribadire che per potersi definire allevatori è importante dimostrare risultati apprezzabili e ufficialmente riconosciuti. Ogni altra teoria non avvalorata da riscontri obiettivi è soltanto uno spreco di tempo e serve, il più delle volte, a confondere maggiormente chi si avvicina alla razza per le prime volte.

Allevare cani Corsi è un grande impegno e richiede imprescindibili conoscenze dei discendenti non compresi purtroppo nei pedegree, senza dimenticare informazioni chiare sul carattere e sulla natura del cane. Ringrazio l’amico Fernando Casolino che oltre ad avermi indirizzato nella scelta delle linee di sangue, ha sempre avuto la capacità di infondermi entusiasmo nei momenti difficili.
Momenti difficili che sono proprio questi nei quali la società specializzata è inattiva, i giudici non concordano nell’uniformità del “tipo” e gli allevatori cercano di “ammorbidire” le caratteristiche enunciate nello standard per promuovere la propria selezione senza ulteriori sforzi.
Oggi serve più che mai un grande rigore nel giudizio espositivo e sui campi di lavoro, coordinato però dal club di razza che deve tracciare le linee guida.
In sostanza, come può un giudice svolgere un lavoro proficuo per la razza quando non ne riconosce lo stato generale? Quanto detto vuole in sostanza essere un invito fermo e deciso nei confronti sia dell’ E.N.C.I sia della S.A.C.C. per riprendere il lavoro sulla selezione morfologica e caratteriale del nostro Corso.
In attesa che quanto auspicato prenda corpo personalmente seguo con grande rigore la selezione dei miei soggetti, con particolare attenzione a:

Sanità dei riproduttori con verifica sul 100% dell’eventuale displasia dell’anca
Carattere: nessun soggetto timido o iperaggressivo viene accoppiato, nessun cucciolo timoroso viene ceduto.
Il Corso è un cane sicuro di sè e deve reagire con fermezza solo di fronte all’aggressività altrui.
Morfologia da “lavoratore” : i miei cani devono avere una costruzione che ne ottimizzi le caratteristiche di lavoratore e guardiano come: la taglia nel limite superiore dello standard, dentature forti e complete, grande spinta del posteriore in movimento, arti rilevati e avambracci MAI corti, piedi chiusi e forti, ossature importanti e occhi scuri con palpebre aderenti.

Lascio ad altri la ricerca dell’ipertipo da esposizione avendo sempre come riferimento quei modelli che determinanarono la rinascita della razza: Bulan e Basir.
L’allevamento non ha segreti, tutti i soggetti sono visibili così come la loro documentazione, le visite su appuntamento saranno gradite.